Capannone industriale in Piemonte con impianto fotovoltaico sulla copertura

    Bando Piemonte 2026: 30% a fondo perduto per le rinnovabili in azienda

    Il bando FESR Piemonte per le imprese: fino al 30% a fondo perduto e copertura al 100% dei costi. Sportello aperto fino al 27 novembre 2026, a esaurimento risorse.

    26 luglio 20267 min di letturaAziende

    La Regione Piemonte ha riaperto il bando "Energie rinnovabili nelle imprese 2026": le imprese piemontesi possono ottenere un contributo a fondo perduto fino al 30% della spesa, sommato a un finanziamento agevolato che porta la copertura fino al 100% dei costi ammissibili. Lo sportello è aperto dal 4 giugno al 27 novembre 2026 e la dotazione residua è di 12,2 milioni di euro. Le domande vengono valutate in ordine cronologico di arrivo, fino a esaurimento delle risorse.

    È una misura del Programma Regionale FESR 2021-2027 (azione II.2ii.2) gestita da Finpiemonte S.p.A., e finanzia impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo, rinnovabili termiche, cogenerazione e produzione di idrogeno verde. In pratica: se la vostra azienda ha una copertura inutilizzata e bollette elettriche importanti, questo è il momento in cui l'investimento costa meno.

    In questa guida trovate cosa prevede il bando, quanto spetta a seconda della dimensione aziendale, quali interventi rientrano e — soprattutto — perché con una procedura a sportello la scadenza vera non è novembre, ma il momento in cui finiscono i soldi.

    Quanto si ottiene: fondo perduto e finanziamento agevolato

    L'agevolazione è composta da due parti che viaggiano insieme: una quota a fondo perduto, che non si restituisce, e un finanziamento agevolato. La proporzione fra le due dipende dalla dimensione dell'impresa: più è piccola, più alta è la parte regalata.

    Dimensione impresaFondo perdutoFinanziamento agevolatoCopertura totale
    Micro e piccole imprese30%70%fino al 100%
    Medie imprese20%80%fino al 100%
    Grandi imprese10%90%fino al 100%

    Su un impianto da 100.000 euro, una piccola impresa riceve quindi 30.000 euro che non tornano indietro e finanzia il resto a condizioni agevolate. È la differenza fra un investimento che si ripaga in sette-otto anni e uno che si ripaga in quattro o cinque, a parità di impianto e di consumi.

    Chi può presentare domanda

    La misura si rivolge alle imprese con sede operativa in Piemonte, di qualsiasi dimensione: micro, piccole, medie e grandi. Cambia solo la composizione dell'agevolazione, non l'accesso. Restano validi i requisiti generali dei bandi FESR — impresa attiva, in regola con i contributi, non in difficoltà — e i limiti previsti dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato.

    Il bando prevede inoltre soglie minime e massime di spesa ammissibile e un termine per la realizzazione dell'intervento: sono i punti in cui i testi cambiano più spesso fra un'edizione e l'altra, quindi vanno letti sul documento ufficiale prima di impostare il progetto.

    Reparto produttivo di un'azienda manifatturiera piemontese
    Il bando finanzia gli impianti al servizio dell'attività produttiva: più energia si autoconsuma, più l'investimento rende.

    Quali interventi sono finanziabili

    • Impianti fotovoltaici e altri impianti a fonti rinnovabili elettriche
    • Sistemi di accumulo e stoccaggio dell'energia prodotta
    • Impianti a fonti rinnovabili termiche
    • Sistemi di cogenerazione
    • Produzione di idrogeno verde

    Il fatto che gli accumuli rientrino nella stessa misura è più importante di quanto sembri: per un'azienda che lavora su turni o che produce nei fine settimana, la batteria è ciò che trasforma l'energia prodotta a mezzogiorno in energia usata quando serve davvero, e cambia radicalmente il conto dell'autoconsumo.

    Procedura a sportello: perché l'ordine di arrivo conta più della scadenza

    Le domande si presentano a sportello: vengono istruite nell'ordine cronologico in cui arrivano e finanziate fino a esaurimento delle risorse. Con 12,2 milioni disponibili, questo significa che il bando può chiudere molto prima del 27 novembre 2026 se le richieste corrono.

    Su un bando a sportello la data di scadenza è il limite massimo, non il traguardo: chi presenta a settembre rischia di trovare lo sportello già svuotato.

    C'è poi un secondo motivo per muoversi presto, ed è tecnico: la domanda si presenta con il progetto già definito. Sopralluogo, dimensionamento sui consumi reali, preventivo e documentazione tecnica vanno preparati prima della domanda, non dopo. Fra la decisione e la presentazione passano settimane, non giorni.

    Capannone industriale con impianto fotovoltaico installato sulla copertura
    Una copertura industriale inutilizzata è la superficie con il miglior rapporto fra resa e costo di installazione.

    Cosa serve avere pronto per la domanda

    1. Bollette elettriche degli ultimi 12 mesi: servono a dimensionare l'impianto sui consumi veri, non su una stima
    2. Dati catastali e stato della copertura: superficie disponibile, orientamento, eventuale presenza di amianto
    3. Progetto e preventivo dettagliato dell'intervento, con la distinta delle apparecchiature
    4. Documentazione societaria (visura, bilanci, regolarità contributiva)
    5. Piano economico dell'investimento con il risparmio atteso

    Si può cumulare con altri incentivi?

    La cumulabilità con altre agevolazioni — a partire dall'iperammortamento — è regolata dal bando stesso e dai limiti europei sull'intensità massima di aiuto. Non è una risposta che si può dare in generale: dipende dalla misura, dalla natura dell'aiuto e dal massimale applicabile alla singola impresa. È esattamente il punto su cui conviene far controllare le carte al proprio commercialista prima di impostare il piano finanziario.

    Dati verificati il 26 luglio 2026 sul portale Bandi della Regione Piemonte. Le condizioni di dettaglio — soglie di spesa, termini di realizzazione, regole di cumulo — vanno sempre lette sul testo ufficiale del bando e valutate con il proprio consulente: questo articolo è una guida divulgativa, non un documento vincolante.

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